Mentre i prestiti per la ristrutturazione possono rappresentare un valido supporto finanziario, l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) sottolinea con forza la necessità cruciale di incentivi statali per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di efficienza energetica degli edifici stabiliti dalla Direttiva Case Green dell’Unione Europea. Questa richiesta è emersa al termine del primo incontro dell’High Level Forum, un’iniziativa che ha integrato i lavori del tavolo tecnico promosso dall’ABI sulla riqualificazione energetica e la sicurezza degli immobili con il progetto GreenRoad, finanziato dalla Commissione Europea.
All’evento hanno partecipato rappresentanti di spicco del Ministero dell’Economia e delle Finanze, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, della Banca d’Italia, dell’Unece, dell’Ance, di ABI Lab, dell’Enea, della Fiaip e delle associazioni dei consumatori, evidenziando l’importanza di una collaborazione multisettoriale per affrontare la sfida della transizione energetica nel settore immobiliare.
L’ABI: Incentivi Indispensabili per la Riqualificazione Energetica
L’ABI ha espresso chiaramente la sua posizione, evidenziando come sia fondamentale che il recepimento della Direttiva Case Green nell’ordinamento italiano sia accompagnato da adeguate misure di incentivazione. Queste misure sono considerate essenziali per consentire a imprese e famiglie di sostenere gli investimenti necessari per migliorare significativamente la performance energetica dei propri immobili. Senza un robusto sistema di incentivi, il rischio è che gli obiettivi europei rimangano difficilmente raggiungibili, gravando eccessivamente sui bilanci privati e sulla competitività delle imprese di costruzione.
Un Database Nazionale degli APE: Trasparenza e Facilitazione del Credito
Parallelamente alla richiesta di incentivi, l’ABI ha posto l’accento sull’importanza strategica della creazione di un database nazionale degli Attestati di Prestazione Energetica degli immobili (APE). Questo database dovrebbe essere direttamente accessibile alle banche, rappresentando uno strumento fondamentale per valutare con precisione il livello di efficienza energetica degli edifici per i quali gli istituti di credito finanziano l’acquisto o la ristrutturazione.
Secondo l’ABI, un tale sistema informativo apporterebbe vantaggi significativi anche per i proprietari immobiliari. La facile consultazione dei dati APE da parte delle banche consentirebbe di integrare queste informazioni nel processo di valutazione della rischiosità e della fattibilità di finanziamenti e investimenti, potenzialmente semplificando l’accesso al credito per interventi di riqualificazione energetica.
Il Costo Elevato della Riqualificazione e la Classe Energetica del Patrimonio Immobiliare Italiano
Un recente studio condotto dall’Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano ha stimato che sarebbero necessari circa 180 miliardi di euro per adeguare il patrimonio immobiliare italiano ai requisiti della Direttiva Case Green. Questa cifra imponente è paragonabile alla spesa complessiva sostenuta negli ultimi tre anni attraverso meccanismi come il Superbonus, l’Ecobonus e il Bonus casa, evidenziando l’entità dello sforzo finanziario richiesto.
La situazione è resa ancora più complessa dalla diffusa inefficienza energetica del parco immobiliare italiano. Si stima che ben il 40% degli edifici in Italia, corrispondenti a circa 5 milioni di immobili, si trovi nella classe energetica G, la più bassa e meno performante.
Federico Frattini, vicedirettore dell’Energy&Strategy, ha sottolineato la complessità e l’incertezza del quadro attuale. Da un lato, l’Europa ha fissato obiettivi di efficienza energetica più ambiziosi, ma dall’altro si registra un netto calo nella propensione agli investimenti volti al miglioramento degli edifici.
Prestiti Personali per Ristrutturazioni: Una Soluzione Complementare
Per chi desidera finanziare interventi di riqualificazione energetica di portata non eccessiva, ad esempio con una spesa compresa tra i 50 e i 60 mila euro, il ricorso a un prestito personale può rappresentare una soluzione vantaggiosa. Un aspetto da non sottovalutare è che, a differenza di un mutuo, un prestito personale non richiede l’iscrizione di un’ipoteca sull’immobile, offrendo maggiore flessibilità e minori oneri burocratici. Tuttavia, l’ABI insiste sul fatto che questi strumenti finanziari, pur utili, non possono sostituire la necessità di un sistema di incentivi statali robusto e ben strutturato per affrontare la sfida della Direttiva Case Green su larga scala.
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