Sebbene i bonus edilizi introdotti tra il 2020 e il 2023 abbiano favorito un significativo miglioramento dell’efficienza energetica, il patrimonio immobiliare italiano risulta ancora obsoleto e ad alto consumo energetico. Gli studi valutano lo stato di avanzamento della riqualificazione energetica del settore residenziale, responsabile del 25% dei consumi energetici totali in Italia.
Secondo i dati aggiornati a maggio 2024, oltre la metà degli immobili italiani (54%) rientra nelle classi energetiche più basse (F e G). In alcune zone climatiche, come la fascia D, la percentuale di edifici con le prestazioni peggiori arriva al 65%, con un impatto significativo sui consumi e sulle spese energetiche delle famiglie.
Grazie agli interventi incentivati con Superbonus 110%, Ecobonus, Bonus Casa e Bonus Facciate, è già stato raggiunto un risparmio dell’8,9% sui consumi energetici. Tuttavia, per centrare l’obiettivo UE del -16% entro il 2030, è necessario ridurre ulteriormente i consumi del 7,1%.
Per completare il percorso di riqualificazione sarà necessario investire 83,4 miliardi di euro nei prossimi cinque anni, intervenendo su circa il 10% degli edifici residenziali. La spesa media per unità immobiliare si stima intorno a 24.846 euro, con costi variabili tra 15.000 euro per gli appartamenti in condominio e 42.000 euro per le abitazioni unifamiliari.
Per sostenere tale sforzo, sarà cruciale un mix di risorse pubbliche e private, in modo da ridurre l’impatto sul bilancio statale e garantire continuità agli interventi di efficientamento.
I benefici economici ed ambientali relativi agli interventi previsti consentirebbero di:
- ridurre le emissioni di CO2 di 3,2 milioni di tonnellate annue, pari al 7% del totale del settore residenziale;
- abbattere i costi delle bollette del 36% in media, con risparmi variabili tra 390 euro all’anno nelle zone climatiche più calde e 1.241 euro nelle aree più fredde.
La Direttiva Case Green offre all’Italia un’importante occasione per riqualificare un patrimonio edilizio ancora inefficiente, puntando su materiali sostenibili come la lana di roccia, che garantisce isolamento termico e acustico di lunga durata e maggiore sicurezza antincendio e con un adeguato equilibrio tra investimenti pubblici e privati, raggiungere l’obiettivo UE del -16% di emissioni entro il 2030 è realistico e sostenibile anche a livello economico.
I vantaggi della riqualificazione: oltre a ridurre le emissioni e migliorare le prestazioni energetiche degli edifici, questi interventi rappresentano una spinta importante per l’intera filiera delle costruzioni, dai produttori di materiali agli installatori. Inoltre, chi investe nella riqualificazione beneficia subito di un risparmio sulle bollette e di un aumento del valore immobiliare, proteggendo il proprio patrimonio dalla svalutazione.
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