La Commissione Europea ha fornito indicazioni cruciali per l’interpretazione della Direttiva (UE) 2023/1791 sull’efficienza energetica, con particolare attenzione al ruolo e agli obblighi del settore pubblico nel raggiungimento degli ambiziosi obiettivi di riduzione dei consumi energetici. Pubblicata nella GUUE del 28 giugno 2024 come Raccomandazione (UE) 2024/1716 del 19 giugno 2024, questa guida mira a supportare gli Stati membri nel recepimento efficace della direttiva nei rispettivi ordinamenti nazionali entro la scadenza dell’11 ottobre 2025.

Il Ruolo Esemplare del Settore Pubblico nell’Efficienza Energetica

La Direttiva 2023/1791 pone l’efficienza energetica al primo posto come principio guida per la politica energetica dell’UE. Per contribuire al raggiungimento di una riduzione collettiva del consumo di energia finale di almeno l’11,7% entro il 2030 rispetto alle proiezioni del 2020, la direttiva assegna al settore pubblico un ruolo esemplare attraverso misure specifiche delineate negli articoli 5, 6 e 7.

Articolo 5: Riduzione Annuale del Consumo di Energia Finale degli Enti Pubblici

L’articolo 5 della Direttiva impone agli Stati membri di assicurare che il consumo complessivo di energia finale degli enti pubblici, nel loro insieme, sia ridotto di almeno l’1,9% all’anno rispetto al 2021. Questa disposizione sottolinea la responsabilità delle amministrazioni pubbliche nel dare il buon esempio e nell’innescare un cambiamento culturale verso un uso più consapevole dell’energia.

Articolo 6: Ristrutturazione Energetica del Patrimonio Immobiliare Pubblico

L’articolo 6 si concentra sul patrimonio immobiliare degli enti pubblici, stabilendo un obbligo di ristrutturazione annuale di almeno il 3% della superficie coperta utile totale degli edifici riscaldati e/o raffrescati di loro proprietà. L’obiettivo di queste ristrutturazioni è la trasformazione degli edifici in edifici a emissioni zero (ZEB) o, come minimo, in edifici a energia quasi zero (NZEB), promuovendo standard elevati di efficienza energetica nel settore pubblico.

Articolo 7 e Allegato IV: Appalti Pubblici ad Alta Efficienza Energetica

L’articolo 7, in combinazione con l’allegato IV della Direttiva, definisce requisiti minimi per le procedure di affidamento degli appalti pubblici. Le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori che concludono contratti pubblici di appalto e concessione di valore pari o superiore alle soglie europee sono tenuti ad acquistare esclusivamente prodotti, servizi, edifici e lavori ad alta efficienza energetica, in conformità con i criteri specificati nell’allegato. Questa disposizione mira a utilizzare la leva della spesa pubblica per incentivare il mercato verso soluzioni più efficienti dal punto di vista energetico.

Stretto Collegamento tra le Norme e con Altre Direttive UE

La Commissione Europea evidenzia lo stretto legame esistente tra gli articoli 5, 6 e 7 della Direttiva 2023/1791. Il raggiungimento degli obiettivi di ristrutturazione degli edifici pubblici (articolo 6) e l’adozione di appalti pubblici efficienti (articolo 7) contribuiscono direttamente alla riduzione complessiva del consumo di energia finale del settore pubblico (articolo 5).

Inoltre, la Commissione sottolinea i collegamenti con diverse disposizioni della Direttiva (UE) 2024/1275 (Direttiva Case Green) sulla prestazione energetica nell’edilizia. Questi collegamenti riguardano concetti chiave come gli edifici a energia quasi zero (NZEB), gli edifici a emissioni zero (ZEB), gli attestati di prestazione energetica (APE), la rassegna del parco immobiliare nei piani nazionali di ristrutturazione, la banca dati sulla prestazione energetica degli edifici e i passaporti di ristrutturazione. L’integrazione tra queste due direttive è fondamentale per una strategia coerente di miglioramento dell’efficienza energetica nel settore pubblico e privato.

Infine, l’articolo 7 della Direttiva 2023/1791 è strettamente connesso alle Direttive sugli appalti pubblici (2014/23/UE, 2014/24/UE, 2014/25/UE e 2009/81/CE). Queste direttive definiscono il quadro generale per l’esecuzione degli appalti, garantendo il rispetto dei principi di concorrenza leale e del miglior rapporto qualità/prezzo nell’utilizzo dei fondi pubblici, anche in relazione agli acquisti ad alta efficienza energetica.

In sintesi, gli orientamenti forniti dalla Commissione Europea mirano a chiarire le modalità di interpretazione e attuazione delle norme sull’efficienza energetica nel settore pubblico, sottolineando il ruolo cruciale delle amministrazioni nel guidare la transizione verso un futuro energetico più sostenibile attraverso la riduzione dei consumi, la riqualificazione del patrimonio immobiliare e l’adozione di criteri di efficienza negli appalti pubblici.

 

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