L’investimento in efficienza energetica è cruciale oggi. Le case che consumano meno energia vedono il loro valore aumentare, in alcuni casi, fino al 50% rispetto agli immobili più datati e energivori. Questo trend è confermato da recenti studi e mostra chiaramente come la sostenibilità stia diventando un fattore economico determinante nel settore immobiliare.

Il Boom Immobiliare delle Case Green

Una casa che vanta un’alta efficienza energetica può valere significativamente di più sul mercato. Questo dato emerge con forza dall’Osservatorio Restructura 2025, un’analisi condotta da Immobiliare.it Insights in collaborazione con il Politecnico di Torino e Qualis. In sostanza, dunque, si conferma una chiara correlazione tra la classe energetica di un immobile e il suo prezzo finale di vendita.

Infatti, negli ultimi dodici mesi (Settembre 2025 su Settembre 2024), i prezzi degli immobili in vendita sono aumentati in media del 2,6% a livello nazionale. Inoltre, si è notata una notevole accelerazione nel Nord-Ovest (+3,2%). La domanda di acquisto è cresciuta in modo significativo, con un aumento del 12,4%.

Al contrario, la domanda di affitto ha registrato un calo del 16,5%. Mentre l’offerta di vendita è diminuita dell’1,3%, gli immobili in locazione sono aumentati del 29,3%.

Come l’Efficienza Energetica Incide sui Prezzi

A Torino, presa come caso studio, il valore degli immobili che sono stati ristrutturati e riqualificati può crescere tra il 7% e il 30%. Pertanto, questa crescita è particolarmente evidente nelle aree periferiche, dove l’impatto della classe energetica sul prezzo è più marcato.

Il Politecnico di Torino sottolinea: “Si registra una disponibilità crescente a investire in retrofit energetico, con benefici ambientali e sociali in termini di comfort e qualità dell’aria”. Quindi, investire in interventi mirati di riqualificazione energetica non solo migliora la qualità della vita, ma è anche un saggio investimento patrimoniale.

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Mutui Green: Il Segnale dal Mercato Finanziario

La spinta verso la sostenibilità si riflette anche nel settore finanziario. Di conseguenza, nel Nord-Ovest, i cosiddetti “mutui green” hanno visto un incremento eccezionale dell’87% tra il 2024 e il 2025. Cioè, sono passati dall’11,2% al 20,9% delle nuove erogazioni totali. A livello nazionale, questi prestiti rappresentano ormai il 20,4% delle nuove erogazioni, una crescita enorme rispetto al 3% del 2020.

I mutui “green” sono associati a redditi medi più elevati (€39.600 contro €33.300 per i mutui “brown”) e a un’età media dei contraenti più bassa (36,1 contro 39,1anni). Inoltre, l’adozione in Italia della Tassonomia Europea, avvenuta nel 2024, ha ampliato la definizione di edifici efficienti. Dunque, questo favorisce un accesso più facile al credito sostenibile, democratizzando l’accesso alla “casa green”. Per maggiori dettagli sulla Tassonomia, si consiglia di consultare il Sito Ufficiale del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).