L’Italia si trova oggi a un bivio cruciale. Con l’approvazione della Direttiva Case Green (EPBD IV), il Parlamento europeo ha stabilito nuovi percorsi stringenti per la riqualificazione energetica degli edifici. Tuttavia, la legge di delegazione europea n.135, approvata a luglio 2025, non menziona la Direttiva Case Green, creando una lacuna normativa. Di conseguenza, questa omissione mette a rischio la conformità dell’Italia ai vincoli comunitari e può portare a procedure d’infrazione da parte dell’Unione Europea.

Gli Obiettivi della Direttiva Case Green e le Scadenze Italiane

 

La normativa stabilisce obiettivi chiari e ambiziosi. Infatti, il settore residenziale dovrà ridurre i consumi energetici del 16% entro il 2030 e del 22% entro il 2035. Inoltre, il 55% di questi risparmi dovrà provenire dagli edifici con le peggiori classi energetiche. L’Italia, di conseguenza, dovrà redigere una roadmap di ristrutturazione nazionale, specificando il numero di edifici da riqualificare, le misure da adottare e i metodi di monitoraggio.

Tra le innovazioni più significative introdotte dalla Direttiva Case Green troviamo:

  • Un nuovo Attestato di Prestazione Energetica (APE), con parametri armonizzati a livello europeo (consumo energetico annuo in kWh/m², GWP e valori di riferimento minimi). L’APE avrà una validità massima di dieci anni, ma se l’edificio si trova in una classe inferiore alla C, il proprietario dovrà consultare uno sportello di consulenza entro cinque anni.

  • Il Passaporto di Ristrutturazione, uno strumento da introdurre entro 24 mesi per pianificare interventi graduali e strutturati. Per approfondimenti su come questo strumento possa trasformare il tuo approccio alla riqualificazione, puoi consultare il sito https://passaportodiristrutturazione.eu.

Ritardi Normativi e il Rischio di Infrazione

 

Il mancato inserimento della Direttiva Case Green nella legge di delegazione sta creando gravi ritardi. Di conseguenza, diverse associazioni ambientaliste, tra cui Legambiente, hanno lanciato un allarme congiunto. Senza una pianificazione seria, l’Italia rischia di non rispettare le scadenze europee e di perdere le opportunità offerte dalla transizione energetica.

A fine giugno 2025, la Commissione Europea ha pubblicato un pacchetto di linee guida operative, che includono un regolamento per il calcolo dei costi ottimali e strumenti per tracciare i dati da inviare all’Osservatorio UE. Queste linee guida prevedono, inoltre, l’eliminazione graduale degli incentivi per i combustibili fossili, con un arresto definitivo entro il 2040.

Per chi opera nel settore edilizio o nella riqualificazione energetica, è fondamentale restare aggiornati. Per una lettura tecnica approfondita delle novità normative e delle loro implicazioni, è utile consultare anche il portale del GSE, che analizza le principali novità con un taglio tecnico e applicativo.