Due strade per tagliare le fonti fossili: eliminare gli apparecchi e potenziare i gas rinnovabili in rete.
In relazione alla prospettiva di raggiungere la completa eliminazione dei combustibili fossili entro il 2040, vediamo insieme le scadenze per le caldaie.
Sulle caldaie uniche alimentate da combustibili fossili bisogna ricordare due date chiave: la prima è quella del 2025, che prevede lo stop alle agevolazioni fiscali per questi apparecchi.
La seconda è quella del 2040. Gli Stati membri devono muoversi in prospettiva dell’eliminazione completa delle caldaie alimentate da combustibili fossili entro il 2040 chiedendo quindi azioni concrete ai Paesi membri.
Ma cosa dovranno fare in concreto?
Per prima cosa rimpiazzare, in tutto o in parte, le caldaie uniche con soluzioni alternative. Tra queste ci sono le pompe di calore, il solare termico e i sistemi di teleriscaldamento. In alternativa, o in aggiunta a questa strada, è però possibile percorrerne un’altra: rimpiazzare i combustibili fossili utilizzati nelle caldaie con alternative rinnovabili, come il biometano e l’idrogeno. Bisogna, cioè, agire decarbonizzando la rete.
Le caldaie alimentate da combustibili fossili sono, per la Commissione, quelle che materialmente bruciano metano.
Se, invece la rete mette a disposizione di quegli apparecchi un gas diverso, vengono meno anche le restrizioni della Epbd. La Commissione europea immagina che queste due strade, combinate tra di loro, possano portare a raggiungere l’obiettivo del 2040 e contribuire ai target della direttiva.
Quelle sulle caldaie, comunque, non sono le uniche indicazioni contenute nelle linee guida della Commissione. Un passaggio importante dei piani di ristrutturazione disegnati dai Paesi membri, da presentare entro la fine del 2026 nella loro versione definitiva, dovrà toccare anche il tema delle procedure di autorizzazione con l’obiettivo di velocizzare la concessione dei permessi edilizi. Oltre che degli ostacoli finanziari per i lavori di efficientamento.
La direttiva dovrà occuparsi quindi anche di quelli amministrativi. In questo senso, bisognerà affrontare la questione della personalità giuridica dei condomini: chiarimenti e interventi normativi su questo fronte consentirebbero di finanziare più facilmente le operazioni di ristrutturazione.
Sul fronte del sostegno finanziario alle operazioni di efficientamento energetico, le linee guida suggeriscono alcune strade. Ad esempio, le riqualificazioni potrebbero beneficiare di un’Iva agevolata rispetto agli altri lavori edili. Oppure, i proprietari che ristrutturano potrebbero avere una tassazione agevolata sull’Imu.